Come si presentano
Anche un orecchio in partenza perfettamente sano è soggetto a malattie di vario tipo. La principale minaccia alla sua integrità è rappresentata dai germi patogeni, che possono provocare otiti e altre infezioni più o meno gravi. Le orecchie non servono solo per sentire, sono anche il principale organo dell’equilibrio e alcune specifiche patologie possono danneggiare questo importantissimo “senso”.
Vediamo di fare un piccolo elenco delle principali patologie che potrebbero interessare le nostre orecchie nel corso della vita:
Infezioni dell’orecchio (otiti): causate da batteri o virus, le otiti possono essere più o meno problematiche a seconda che si limitino a colpire l’orecchio esterno, o quello medio e interno. Ne sono particolarmente soggetti i bambini. I sintomi principali dell’otite sono: continue secrezioni purulente maleodoranti (otorrea) che possono essere di colore giallo, verdastro o striate di sangue (a seconda dell’egente infettivo che ha prodotto la malattia e della zona interessata), dolore, arrossamento e infiammazione. Talvolta anche abbassamento dell’udito (ipoacusia) e febbre. Le otiti vengono in genere curate con gli antibiotici se all’origine c’è un’infezione batterica, ma il medicinale può essere somministrato localmente o per via orale. Se non ci sono complicazioni l’otite si risolve nel giro di una settimana.
Foruncoli: si tratta di veri e propri brufoletti pieni di pus infetto che possono comparire in qualunque punto del canale uditivo esterno o interno, soprattutto su cute danneggiata (ad esempio ferita o abrasa dall’uso di strumenti impropri per rimuovere il cerume dall’orecchio). I sintomi principali sono dolore e prurito. Un foruncolo infiammato può facilmente rompersi, e in tal caso il pus in esso contenuto fuoriesce. Questo tipo di mini ascesso non è grave, e di solito si riassorbe da solo, tuttavia se il dolore non dovesse passare, e anzi i sintomi dell’infiammazione accentuarsi, può essere necessario rivolgersi ad un otorino per effettuare un drenaggio del fluido purulento. Talvolta è indispensabile anche una cura antibiotica.
Otite estiva (otite esterna acuta): questa infiammazione si verifica facilmente in estate, e spesso è conseguenza di un accumulo di acqua nel condotto uditivo che non riesce ad essere eliminata. Ecco perché colpisce soprattutto chi faccia le vacanze al mare o frequenti le piscine. I sintomi di questa specifica otite non infettiva sono: arrossamento del canale uditivo accompagnato da prurito e dall’emissione di secrezioni chiare prive di odore. Altri possibili sintomi sono febbre e ingrossamento dei linfonodi. La cura dell’otite estiva consiste nell’assunzione di farmaci antinfiammatori e nell’applicazione eventuale di medicamenti locali pe ripristinare le condizioni di equilibrio dell’orecchio. Può anche essere utile una manovra, operata da parte dell’otorino, per far defluire i liquidi accumulati.
Sindrome di Ménière: malattia che interessa la parte interna dell’orecchio, in particolare il dotto endolinfatico o labirinto, canale semicircolare in cui non solo sono presenti i nervi auricolari che processano le onde sonore per trasformarle in input elettrici da mandare al cervello, ma che è responsabile del senso dell’equilibrio. I sintomi di questa sgradevole patologia, simile alla labirintite (infiammazione del labirinto, che però è in genere causata da agenti patogeni e guarisce senza lasciare traccia), sono variegati e possono differire da soggetto a soggetto. Segnaliamo: vertigini, sudore freddo, palpitazioni e tachicardia, senso di stordimento, nausea, acufene (“fischio” o ronzio all’orecchio), talvolta udito disturbato o ridotto. Purtroppo per la sindrome di Ménière non esiste una cura risolutiva perché non se ne conoscono le cause precise. Si possono tenere sotto controllo i sintomi con farmaci anticolinergici e una dieta appropriata. Agopuntura e tecniche di rilassamento anti stress sembrano risultare efficaci per molte persone.
Acufene: si tratta del classico ronzio, fischio o trillo che si sente come proveniente dall’interno del proprio orecchio, che non dipende da suoni esterni, e che in alcuni casi si può manifestare in modo tanto frequente da risultare insopportabile. Le cause di questo curioso disturbo auditivo sono svariate, dalla sindrome di Ménière appena vista allo stress, fino all’artrosi cervicale. L’acufene può presentarsi immancabilmente ogni giorno per mesi e poi risolversi spontaneamente, non ci sono cure. Ma se perdura, è importante comunque sottoporsi ad una visita dall’otorino per verificare le condizioni di salute del proprio orecchio.
Neurite vestibolare: si tratta di un’infezione dell’orecchio interno di origine virale. I sintomi sono: vertigini e stordimento, talvolta nausea e vomito, parziale abbassamento dell’udito, dolore, e un generale senso di malessere simile a quello dell’influenza. In rari casi nistagmo (movimento involontario dell’occhio). La neurite vestibolare va subito curata con i farmaci adeguati prescritti dal medico, non appena si manifestano i sintomi e fino a regressione degli stessi.
Colesteatoma: questa malattia otologica è caratterizzata da un’abnorme produzione di cellule epiteliali all’interno dell’orecchio medio, a sua volta causata da un’infezione cronica, tipicamente un’otite media mal curata con perforazione del timpano. Tra i sintomi di questa seria patologia dell’orecchio ci sono otorrea, dolore, abbassamento dell’udito (ipoacusia) progressivo, persino, nei casi più gravi, paralisi del nervo facciale. Il colesteatoma si cura con gli antibiotici solo quando sia in forma blanda o presa al suo inizio. Diversamente la soluzione è rappresentata dalla rimozione chirurgica dei tessuti in eccesso.
Presbiacusia: è l’abbassamento graduale, progressivo e inevitabile dell’udito che si verifica in molti soggetti anziani, soprattutto dopo i 65 anni. Dal momento che la causa è l’invecchiamento, non è possibile impedire il processo, tuttavia si può supplire alla perdita uditiva ricorrendo alle protesi rimovibili (i classici apparecchi acustici), o ossei permanenti. I sintomi possono interessare entrambe le orecchie o solo uno, e in genere si caratterizzano dal fatto che i primi suoni a “scomparire” sono quelli più alti e acuti, come certe voci femminili o infantili, il canto degli uccelli, il trillo del telefono.


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